Colombi

I colombi nelle soffitte in disuso fanno tutti ma proprio tutti i loro comodi, e a me questa cosa piace molto. Mi sa di vita, di resistenza, e di recuperi. Come un demonio inferocito invece lui ridice per la quattordicesima volta che li odia, i colombi, e in primo luogo trova insopportabile il suono che emettono: MH MH MH MH MH – ma, più che un colombo, lui lo riproduce che pare un bovino, brutto davvero.
S’era discusso anche d’altro, s’intende: discusso proprio nel senso che avevano avuto uno scambio vivace e a tratti violento, a parole solo, sì – il tema generale stava sull’asse estate-città-vacanze. Alla fine lei aveva urlato: NON CAPISCI UN CAZZO, allungando la o di “cazzo” all’inverosimile dalla gola impazzita, sballatissima. A me l’uomo era parso un essere piccolino e palesemente incapace d’evolversi, per sempre condannato dentro al blocco delle proprie convinzioni, senza poter incontrare veramente mai niente e nessuno, tantomeno lei.
L’ODORE AD ESEMPIO, gli aveva detto paziente, A ME PIACE PERSINO L’ODORE, DEI COLOMBI, CHE DIPENDE TUTTO DAI LORO ESCREMENTI, VA BENE, MA NON È UN ODORE SGRADEVOLE. Era stato così che era partita la fase feroce del blablà semi colto, di lui, sulle estetiche nobili e quelle volgari: a lei era parso, lo aveva detto, un assurdo e inutile delirio da paranoico.
Fumando alla finestra, io osservavo tutto: la coppia di umani, la coppia di colombi, i muri scrostati, le tapparelle sudicie, le lenzuola grigie avvoltolate ai piedi del letto, le gocce del mio sudore dalla fronte al naso e al davanzale. È UN’ESTATE CALDISSIMA, COME NON MAI, È UN’ESTATE ASSURDA, pensavo, poi che sarei un pesce se potessi scegliere e che volentieri andrei a morire già ora nel buio d’un abisso sconosciuto agli umani tutti, fingendo l’avventura d’abitarlo un poco.
Disse di pesci anche lui ad un punto, incredibilmente. Cioè, fu come avesse raccolto parte dei miei pensieri, da lì sotto, al quinto piano del palazzo di fronte. A ME PIACCIONO I PESCI, fece seguendo non so quale filo del discorso, LORO NON PUZZANO, accennando poi all’igiene e alle malattie. Usò le parole CONTAGIO e SANIFICAZIONE, tra le altre – alcune no, non m’arrivavano – e lì ci fece rabbrividire, me e la fanciulla. Così: MANDALO VIA, sussurrai, VIA. Lo dissi senza voce, ovviamente, eppure lei guardò verso su e poi, con gesto repentino, mi diede le spalle. Avevo terminato il fumo comunque io, m’allontanai presto dalla finestrella, BUONA FORTUNA, CIAO.
Sono passati giorni, non li ho più visti, i ragazzi. I colombi invece restano: tutto il tempo se ne stanno zampettando su piani polverosi e roventi. Poi provano voli svogliati e oltremisura rigidi, per nessun dove. Sovente vengono a mischiarsi con questi umani che non si può certo dire esistano davvero e che al massimo sanno arrabattarsi tra cervello e sensi per sentirsi inondare, o quasi, da una vita con la quale mai riescono a incontrarsi veramente. E tu pure. Ma cosa ci stai a fare qui..

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