Luca

C’è un significato ulteriore in ciò che gli sta capitando, Luca sa bene che c’è. Sta aspettando che si faccia scovare, svelandosi un bel mattino come un raggio d’energia leggerissima sopra tutte le centinaia d’ore d’insonnia impilate tenendo un occhio al soffitto e uno alla tivù. Sarà magari un mattino d’inizio autunno. Del tutto meravigliandosi, lo troverà nei vapori della moka oppure – e qui avrebbe meno stupore – mescolato alle bolle d’aria del pane in lievitazione, che non ha mai smesso di metter su, almeno una volta a settimana, sebbene non abbia più le palle di farsi confortare da cose così, dai profumi cari, dai programmi minimi. Di grandi visioni, ecco di cosa avrebbe bisogno, ma ogni risorsa si sperde di necessità nella ricerca di soluzioni le più verosimili possibili a questioni da niente, e spesso pure irrisolvibili. Così fabbrica pecette che sono quasi del tutto prive di durata e quindi d’effetti, come confessò l’altra sera che mi chiamò da dietro al cancello con in mano il vasetto di Aloe Arborescens che gli avevo fatto anni fa. Mi disse: STA MORENDO, PUOI FARE QUALCOSA?
Indossava una felpa enorme,  con le maniche ripiegate cento volte, d’un brutto color senape, che non gli avrei mai immaginato addosso. MA.. HAI FREDDO, domandai. Rispose che non si sentiva molto bene e poi attaccò a parlarmi d’una trasmissione che aveva guardato la sera prima: non riuscii a seguirlo granché. Quel che compresi fu solo che l’aveva fatto incazzare, comunque presto si ridiede alla sua consueta pacatezza e prendemmo a discorrere d’altro. NON CE LA FACCIO PIÙ concluse, dopo aver elencato gli innumeri suoi mali, ma accennandoli soltanto, senza scivolare in descrizioni e ricami, neppure tante considerazioni.
M’aveva ricordato del suo debito col fornitore Tizio, quello ben più stagionato col Tale e con la società fornitrice di gas. M’aveva svelato che Pina – sua sorella, il solo vero pezzo di famiglia rimastogli – non può più fargli credito, neanche lei. Poi m’aveva annunciato dell’ulteriore dente andato in pezzi e, sganasciandosi dalle risa, dei soldi che sua figlia l’altro Sabato gli ha chiesto per sterilizzare il cane – TRECENTOCINQUANTA CAZZI DI EURO PER UN OBBROBRIO DI BASTARDO. E ancora: il lavabo otturato, l’auto senza più l’assicurazione e il vino in brik, ma anche l’impronunciabile numero dei mesi che sta passando SENZA TROMBARE MEZZA VOLTA.
SE TUTTO QUESTO HA UN SENSO, sospirò ad un punto, SPERO DI TROVARLO PRIMA CHE SIA FINITA, CHÉ NON MANCA MOLTO. In realtà, però, Luca non ci crede mica che presto finirà, il suo tempo. Crede invece che prima o poi tutto si lascerà capire, glielo leggevo in faccia mentre mi diceva di dover andare a sgonfiare l’impasto lievitato, salutandomi anche stavolta senza domandarmi aiuto, neppure con gli occhi.

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