mattino nudo

… ma c’era il pienone di anime e di abiti stamani qui. Si accavallavano alle memorie, ai cardini ingessati, alle ante dell’armadio. E c’era una voce come un cigolio plurale che via via s’adimava giù nel niente e lasciava tempo a una specie di carezza, che ricollocava teste e steli, i letti sopra l’acqua, il laccio della scarpa, la gente dentro il giallo dei bus sulla statale. Non eri mai stato ghiaccio come oggi, mai davvero pelle nuda nella neve.


 

 (in ascolto)

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