I_miei_vicini.6(Mauro)

I soldi della pensione non sono molti, ma è per l’invalidità, perché non è che gli abbiano mai versato contributi coloro per cui ha fatto qualcosa – e qualcosa, senza dubbio, l’ha fatta. Se non ha fatto moltissimo, è colpa della gamba destra, che l’ha segnato, eccome se l’ha segnato, fin da bambino – a scuola lo chiamavano lo zoppo e dio solo sa quanto ci stava male. Non sono tanti, i soldi della pensione, e infatti ora ha qualche altro piccolo bonus. Comunque, non è che a lui interessino, i soldi. Di certo non è solo al mondo. Cioè, un tetto ce l’ha sempre, e che tetto: nel centro vero del paese. Il mangiare tutti i giorni mica glielo negano, gli altri. E meno male che ci sono loro. Se invece il mondo avesse mantenuto le promesse – se lavori onesto, di sicuro te la cavi, mentre se provi ad arrangiarti con questo e con quell’altro, prima o poi muori di fame – beh, tutti sarebbero già belli che crepati, da un pezzo, tranne lui, forse, bestia rara: apprendista a dodici anni, magari adesso sarebbe un riccone. La verità è che ci possono essere tremende casualità, momenti sfortunati, fatalità che ti distruggono come niente, se hai preso una strada precisa, che è giusta, va bene, ma che esclude tutte le altre a priori e diventa l’unica disponibile: perciò, non hai margine di adattamento a nuove circostanze. Dice di essere stato cocciuto, controcorrente e ingenuo, da ragazzino, Mauro. Aveva snobbato l’arte dell’arrangiarsi, s’era preso la licenza elementare ed era entrato in bottega. Il capo era un tipo difficile, un vero burbero, mica gli andava bene niente, per quanto gli avesse voluto bene da subito. Pagare, da un certo punto in poi lo pagava, sì, ma poco – i primi tempi, zero, diceva anzi che gli faceva già un piacere a tenerselo in bottega, ed era vero. Ad ogni modo, quando dopo qualche anno è morto, ecco, lì è finito tutto anche per Mauro. Insomma, è andata come è andata, ha fatto qualche sbaglio, ma la sua gente non l’ha mai rinnegato e lui deve dire grazie, perché è solo per loro che ora sente di avere bisogno di niente e quando arriva la pensione può chiamare le due figlie e i nipotini per andarsela a mangiare. Vanno al ristorante, scegliendo tra uno di quelli rinomati, in paese. Vanno in mezzo a tutti; prendono quello che vogliono. Lui si dà una ripulita, per non essere di disturbo agli altri clienti, cioè, per non rischiare di essere cacciato via, ché non si sa mai come la pensano quelli che ti ritrovi davanti. Anzi, a dirla tutta, si mette proprio in ghingheri, quel giorno è fresco come una rosa – gli piace sentirsi così, ogni tanto. Poi, cerca di ridere poco e, soprattutto, di restare sobrio: prova a bere quel tanto, come fanno i signori, per accompagnare il pasto. Così, tutti quelli che lo vedono capiscono che, quando è il caso, anche Mauro lo zoppo sa essere a modo. Comunque, lui non è come gli altri, non spaccia – in quanto a rubare, neanche rubano più gli zingari di qui. Tanto, a lui non servono soldi, da quel punto di vista si sente sicuro. Certo, un letto, un pasto, se non glielo negano è anche perché di fare qualcosa, ogni tanto, glielo han chiesto, e lui ha eseguito, giusto per contraccambiare – ma niente di che, e comunque, il suo portafogli vuoto è rimasto, in ogni caso. Insomma, l’ha sempre fatto per loro, mai per sé o, meglio, solo parecchio indirettamente per sé. Si capisce benissimo che non è tipo da traffici, lui, anche solo a vederlo, anche solo da come ti chiede un euro per il caffè e da come dice “va bene, la prossima volta allora” se gli rispondi che non hai spiccioli – sì, qui costa ancora un euro quasi ovunque, il caffè. E se una mattina, andando a fare colazione, lo incontri e finisce che te lo porti dietro fino al bar e gli offri, oltre al caffè, una pasta, lo vedrai buttar giù il suo macchiato velocemente, dopodiché chiederà che gliela si incarti, la pasta. Dunque ti saluterà al volo e se ne andrà.  Penserai che se la porta a casa, per mangiarsela più tardi, o per darla a qualcun altro. Ma andando fuori anche tu, e girando l’angolo, vedrai che se la sta mangiando lì in fretta e furia, come l’avesse rubata. Alla prima occasione, poi, con calma, ti spiegherà che è stato solo per non fare tanto casino al bar, perché gli cade sempre tutto lo zucchero a velo addosso – e sul cornetto alla crema ne mettono parecchio. Soprattutto, però, avendo pochi denti – gli incisivi partiti tutti – facilmente gli cadono non solo falde di sfoglia dalla bocca, ma anche mezzi bocconi. E poi, stare gomito a gomito con quelli a posto non può funzionare – lo sa bene che non è il suo posto: questo lo dirà tutto nella gola, strizzandoti l’occhio.

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