Insonne.8

Succede sempre quando mi sento visceralmente infelice, cioè quando l’angoscia è scivolata così in profondità da cacciarmi nel girone a me più familiare di quest’inferno, che è quello dei rassegnati. Allora capita che io faccia sogni inconcepibilmente dolci e mica è chiaro se il messaggio che essi si portano dietro s’avvicini più ad A o a B Continua a leggere

Insonne.5

Levami tutte le cento maglie che indosso, prima che ti stracci la pelle. Levami gli stivali, i bracciali, chiudi le porte, le tende, tienimi allo scuro un poco. Suona l’elastico – oramai posso vederlo. C’è da cantare ancora il divaricarsi  il confine l’imbattersi e il cercare, il precipizio e lo squilibrio l’accidente la scintilla e, più di tutto, il sedimento, il pre-determinato, l’inciso e, dunque, il rifiuto. Le carezze non appianano, niente, e per nostra fortuna. Scavo l’osso, non dormo.