(perdite)

Pure tutto quest’incanto ti perdi​: è giunto qui dallo stringersi, lì fuori​, d​elle più comuni forme ai primi bagliori,​ e​ poi a luci rare, stupefacenti. I crepuscoli, dal viaggiare di un treno, vengono e vanno rapidi​ s​empre: sotto quasi ogni aspetto, inattesi. Si ricolmano di fluidi nuovi, di argent​i, d​el vibrare dei corpi sotto le facce esangu​i ​nei vagoni, del sonno che tentenna tra programmi e sconti.
E’ arrivato trafiggendo il vetro, l’incanto. Poi ha rotto
​un​a goccia, ​l​o sterno, due falangi​, ​lacerato un lembo di gonna, la manica, i palmi​. ​Ed è così che s’impiglia qui, il mondo, tra vicinissime coppie di scarpe, di pied​i, ​mentre nell’allerta, un poco distratti,​ n​oi ci facemmo spazio senza sfiorarci.

DIARIO.padania (99)

Stamattina Angela di nuovo compone l’elenco dei suoi dolori, come spesso, come fosse un canto, e cioè il dono, mentre io sorrido, perché per me ora c’è invece solo un gioco, che valga la pena, ed è tacerli, i dolori, preservarli il più a lungo possibile così, contenibili come sono. E lo sono, contenibili, sennò mica ci sarebbero nati dentro. Un poco mi fa sorridere anche che il suo viso sia tutto incorniciato di goccioline e che queste vadano poi a compattare le ciocche basse della messa in piega del Venerdì, con lei che s’asciuga ogni tanto con un lembo della parannanza evitando di passarlo nei capelli, per non disfarli. Mi fanno sorridere anche il reggipetto-armatura e il busto semi rigido indossati sotto la maglia fattasi stretta e sbiadita, che sembra esser stata rosa. Continua a leggere “DIARIO.padania (99)”