DIARIO.padania(n°)

 

Conto gocce da un giorno e la pioggia non ci sommerge ancora. Era acqua impalpabile, siamo fradici e stupiti, adesso, mentre piano penso che potevamo pure farci sordi a certi stridori. E poi bisognava essere più disposti al ridere: di noi, per esempio, d’aver perduto le palpebre.

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La nebbia ancora

Questa nebbia: che disperde il mondo e stende pelle nuova sui nervi, propaga oltre ogni fondo il respiro, m’allenta i grovigli, mentre accarezza le tempie. Questa nebbia cancella scritture e il futuro, e le smorza,  le logiche, liquide e solide, facendo risuonare il vuoto nel pieno. È così che ci toglie le scarpe. E posa sul battito il battito. Ecco: la resa. Senti che vita.