Plateatico, Patti.

Gira un soffio scuro, segue la minaccia del temporale che aveva stagliato una luce gialla alle spalle di lei, nere di cotone grosso, la pelle chiarissima sotto i fori della lavorazione, il filato semilucido – vorrei  indossarla io una cosa così, sto morendo di freddo.
SAI CHE HO LAVORATO VENTIDUE ANNI PER UNA FAMIGLIA? Lui era rimasto in silenzio; Continua a leggere

Caterina

Il gelo gliel’avrebbe fatta di nuovo  scura e gonfia, la mano sinistra. Lo sapeva. Tuttavia doveva uscire. Avrebbe lasciato l’altra mano rigorosamente in tasca, ma la sinistra le serviva libera. Le era necessaria per farsi equilibrio, sui passi, ché oramai era così instabile dentro quel claudicare polimorfo, che pareva ballasse sempre, come le aveva detto la sua Betti lo scorso Venerdì, dopo averla da lontano osservata fare il pezzo – un venti metri, all’incirca – tra il panificio e l’ufficio postale. Continua a leggere

Luca

C’è un significato ulteriore in ciò che gli sta capitando, Luca sa bene che c’è. Sta aspettando che si faccia scovare, svelandosi un bel mattino come un raggio d’energia leggerissima sopra tutte le centinaia d’ore d’insonnia impilate tenendo un occhio al soffitto e uno alla tivù. Sarà magari Continua a leggere